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Scopri Teglio

Itinerario consigliato per una visita

Teglio, nel cuore della Valtellina, adagiato su un ampio terrazzo soleggiato del versante retico, a 900 m di altitudine, fu nell’antichità il borgo più importante della Valle cui diede il nome. E’ un luogo ricco di storia. I suoi reperti preistorici e romani, i suoi 28 edifici religiosi, i suoi palazzi nobiliari e i suoi scorci medievali ne sono una ricca testimonianza. Giungendo dalla strada panoramica dei Castelli, in via Carlo Besta, si intravvede il Palazzo Juvalta Cima (XVI sec.), (1) (visualizza foto) una dimora storica con ricettività privata www.palazzojuvalta.it. All’interno del salone conserva un bel fregio di Fermo Stella e sul muro del terrazzo volto a mezzogiorno delle scritte e figure in sanguigna riferite ai Lanzichenecchi. Più avanti sorge la casa Ongania Botterini De’ Pelosi (XVI sec.), (2) (visualizza foto) il palazzo, appartenuto ai Besta, è oggi proprietà delle Suore Angeliche, presenta all’interno ampi locali con copertura a volta e soffitti a cassettoni e tracce di antichi affreschi. Ad esso è attiguo il Palazzo Besta (3) (visualizza foto), la più bella dimora valtellinese del '500, unico monumento nazionale della provincia. La facciata è armoniosa e presenta un pregevole portale marmoreo sormontato da un fregio con lo stemma dei Besta. Il cortile interno è il gioiello del Palazzo. Ha un porticato e un loggiato rinascimentali con affreschi raffiguranti episodi dell’Eneide. Rilevanti sono le sale superiori, tra cui la sala della creazione e il salone d’onore. In quest’ultimo il 27 giugno del 1512 venne stipulato il Patto di alleanza con i grigioni. Notevoli sono gli affreschi raffigurati episodi dell’Orlando Furioso e il Re Salomone. Nelle cantine del palazzo è ospitato il museo della Collezione Archeologica Tellina (4) (visualizza foto) che raccoglie le più antiche espressioni di arte scoperte nei dintorni di Teglio, fra cui l’affascinante stele della Dea Madre risalente al III millenio a. C.. Vi consigliamo di visitarlo al mattino, individualmente tramite audioguida consegnata in biglietteria oppure tramite app da scaricare gratuitamente, in quanto nei mesi invernali e nelle domeniche di apertura al pomeriggio è generalmente chiuso. Per orari di visite consultate il sito https://musei.lombardia.it/musei/palazzo-besta/ o telefonate al 0342.781208. Dirimpetto al palazzo sorge la chiesa di S. Lorenzo (5) (visualizza foto), ex oratorio dei Besta, che conserva, nel presbiterio, il meraviglioso dipinto del 1528 del Fermo Stella raffigurante la Crocifissione. Grazie alla qualità dell’accoglienza, alla salvaguardia degli aspetti storici, artistici e naturali e alla buona tavola Teglio è una “Città Slow” certificata. Patria dei pizzoccheri, il 2 agosto del 2002 è stata costituita l’Accademia del Pizzocchero di Teglio con lo scopo di tutelare, promuovere e diffondere il Pizzocchero di Teglio e tutte le espressioni tipiche dell’enogastronomia della provincia e dal 2013 tutelati a marchio comunale De.Co., è luogo ideale per una tappa gastronomica. Tutti i ristoranti aderenti all’associazione garantiscono un prodotto di eccelsa qualità. Dopo aver ben mangiato e ben bevuto l’itinerario prosegue a piedi nel centro storico iniziando dalla chiesa romanica di S. Pietro (6)  (visualizza foto), nella omonima piazzetta. Originaria del XI sec. richiama l’attenzione per la semplicità e la purezza delle sue linee. Unici motivi ornamentali sono le piatte lesene dell’abside e le leggere bifore del campanile impreziosite da archetti ciechi. All’interno pregevoli sono gli affreschi tardo trecenteschi tra cui il Cristo Pantocratore, la parabola delle Vergini, i Padri della chiesa, gli Apostoli e i quattro Evangelisti. Proseguite verso piazza Credaro e costeggiate la piccola scalinata a lato della pasticceria che vi conduce direttamente alla contrada medievale delle Piatte dove sono presenti le Antiche Prigioni (7) (visualizza foto) con portone ad arco e porticato a tutto sesto e la Casa del Boia.

“… E’ stato inoltre stabilito ed ordinato che se qualcuno avrà commesso rapine su cose avente valore di 40 soldi di imperiali ed oltre sia punito con pena capitale, così che muoia. Se il valore sarà inferiore sia condannato a pagare 25 lire di imperiali; se non potrà pagare la detta pena gli sia tagliata la mano destra … e ancora … E’ stato stabilito e ordinato che se alcun servitore avrà fatto falsa comunicazione in cause criminali nelle quali sia applicabile una pena di sangue, gli sia strappata la lingua dalla bocca, così che cada in terra …”

Queste erano alcune delle crude pene previste negli Statuti della Castellanza nel XIV sec. applicate sul principio del contrappasso con impiccagione, decapitazione, messa al rogo, amputazione degli arti, estirpazione dell’occhio, taglio della lingua e dell’orecchio anche quando il condannato non era in grado di risarcire il danno recato o di saldare la multa erogata. Dalla via Piatte si può raggiungere in pochi passi Piazza S. Eufemia con l’omonima parrocchiale (8) (visualizza foto). Si tratta di un complesso architettonico composito, ma armonioso del XV e XVII sec. Antichissima ne è la fondazione tra il V e il VI secolo come testimoniano le indagini archeologiche avvenute recentemente. Sulla facciata spiccano il magnifico rosone di marmo con una delicata Madonna e colonnine finemente lavorate e il portale, opera dei Rodari del 1506. L’interno è suddiviso in tre Navate con volte a crociera. Difronte ammirate la facciata affrescata della Monegheria (o Confraternita dei Bianchi) (9) (visualizza foto) del XV sec. Riconoscibili sono una Madonna col Bambino, due Angeli, la Pietà, S. Bernardino, S. Sebastiano e la Danza Macabra. La confraternita era un’associazione di laici, dedita alle opere di carità, così chiamata per il colore della vesta dei confratelli. Sulla destra è visibile il Palazzo Comunale (10) (visualizza foto), sede del podestà della Castellanza Tellina. Il torrione medievale, oggi sede dellʼufficio turistico, è la parte più antica del palazzo; il resto venne aggiunto nel corso del cinquecento. La facciata presenta frammenti pittorici della decorazione del tempo dei Grigioni con lo stemma della Repubblica delle Tre Leghe e quello del Comune di Teglio con lʼ aquila imperiale. A lato del comune potete visitare il Palazzo Piatti Reghenzani (11) (visualizza foto) del XVI sec. Appartenne allʼ aristocratica fam. Piatti. Antonio Reghenzani nella prima metà dellʼ800 lo restaurò e lo arricchì di motivi rinascimentali. Oggi completamente ristrutturato dal Comune è divenuto sede della Biblioteca “Elisa Branchi” e del polo culturale “TAC” (Teglio, arte e cultura). Costeggiando il Palazzo verso est raggiungete il suggestivo cortile interno (12) (visualizza foto), aperto giornalmente, delimitato da un porticato, con il loggiato ad archi a tutto sesto. Attraversato il percorso del “giardino dei sensi” raggiungete via Milano dove sorge il Palazzo Besta De’ Gatti (13) (visualizza foto) del XV-XVI sec. Lʼingresso presenta un portale cinquecentesco in pietra verde con vari ornamenti, mentre la parte del palazzo che guarda a sud, verso le Orobie, mostra un loggiato decorato a graffiti. Allʼ interno vi è una camera picta quattrocentesca. Lʼ edificio nel 1922 fu ceduto da un erede Besta alla Casa di Riposo. Oggi è proprietà privata. Raggiungete la via Dosso Grifone caratterizzata da scorci medievali e quindi via Valli che scendendo verso il centro vi conduce al Palazzo Cattani Morelli (14) (visualizza foto). E’ un palazzo settecentesco, abitazione privata, notevole per lʼ elegante arabesco dei balconcini e dei cancelli in ferro battuto. Racchiude diverse sale con soffitti a delicati stucchi ed un grande salone a due piani, sfarzosamente affrescato a finte architetture. Raggiunto il Viale E. Morelli, oltrepassato un arco, raggiungete la piccola via pedonale che vi riconduce alla Parrocchiale di S. Eufemia. A destra della Chiesa osservate l’Oratorio di S. Luigi (15) (visualizza foto). La facciata è un bellʼesempio di barocco valtellinese. Allʼ interno mirabile è la tela dipinta da Pietro Ligari nel 1783 raffigurante la Vergine e S. Luigi. Percorrete la strada sterrata che in pochi minuti vi conduce alla pineta. In magnifica posizione strategica, sullo sperone roccioso a sud del paese, la torre (16) (visualizza foto), parte superstite del possente castello, più volte distrutto nelle vicende medievali, domina buon tratto della Valtellina. Eʼ oggi il simbolo del paese. A est sorge la piccola chiesa di S. Stefano (17) (visualizza foto) (sec. XVI), di origine tardo medievale, che fu la cappella del castello. Dalla pineta potete raggiungere in pochi minuti la piazza S. Pietro dove avete iniziato l’itinerario. La chiesa di S. Silvestro (18) (visualizza foto), piccola costruzione all’interno dell’antica contrada omonima un tempo fortificata, la chiesa di S. Martino (19)  (visualizza foto) con campanile romanico, la chiesa di S. Maria di Ligone (20) (visualizza foto) con la sua pala ‘500 rappresentate l’annunciazione e la chiesa di S. Rocco (21) (visualizza foto) con all’interno un altare della Deposizione con statue lignee del primo settecento sono degne di nota. Nella frazione di S. Rocco, a pochi chilometri dal centro, vi è l’antico Mulino Menaglio (22) (visualizza foto), sapientemente restaurato, oggi visitabile previa prenotazione telefonica al 340 8434321. E’ gestito dall’Associazione per la coltura del grano saraceno di Teglio e dei cereali alpini tradizionali che da anni si impegna per la valorizzazione di questi prodotti. Consigliata è una passeggiata tra i vari campi coltivati nella zona a fine agosto-settembre quando il grano saraceno denominato “furmentùn”, “fraina” o “farina negra” è in fiore. Originario delle montagne della Cina meridionale almeno dal II-I secolo a.C. si è diffuso dapprima nei Paesi del versante sud dell’Himalaya (Nepal, India e Pakistan), poi percorrendo le vie dei Mongoli dalla Siberia alla Russia è giunto, attorno al 1400, in Europa Centrale (Germania). Le prime testimonianze in Italia sono degli inizi del 1500.  La presenza in Valtellina è attestata in una descrizione del 1616 nell’opera Raetia di Giovanni Guler Von Weinech, governatore grigione.

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Infopoint Teglio - 0039.0342.782000 - saporidautunnoteglio@gmail.com

Piazza S. Eufemia - 23036 Teglio (So)

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